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Campagna sociale del settimanale IlCaffè

Stop ai 70.000 morti d’ignoranza

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Simona Buono - Pioniera italiana della diffusione dei defibrillatori semi-automatici
Simona Buono - Pioniera italiana della diffusione dei defibrillatori semi-automatici

200 persone al giorno colpite da arresto cardiaco muoiono perché non arriva in tempo il giusto soccorso 

Ogni 9 minuti in Italia una persona è colta da arresto cardiaco improvviso: 70.000 morti ogni anno, compresi giovani e ragazzini. Le chiamano anche morti improvvise. 
Molte potevano e possono essere evitate con ogni probabilità, se solo ci fosse stato nei paraggi un defibrillatore esterno. Basterebbero davvero pochi euro. Si muore perché i soccorsi non arrivano in tempo. Sono infatti 5 i minuti cruciali per rianimare; in questi casi: si produce ipossia generale, mancanza di ossigeno nell'intero organismo, ogni minuto che passa il 12% delle cellule cerebrali smettono di funzionare. 
Basterebbe avere invece nelle vicinanze un DEA, defibrillatore automatico esterno. Che non va mai messo sotto chiave né in posti nascosti. Dev’essere facilmente accessibile. Più piccolo di una valigetta, rileva subito la situazione della vittima d'arresto cardiaco e fornisce le istruzioni per rianimarla. Con una semplice scossa elettrica, azzera il battito cardiaco e ne ristabilisce il giusto ritmo. La diffusissima assenza di questi dispositivi salva-vita, peraltro poco costosi, è una delle più inspiegabili e drammatiche carenze che affliggono silenti i luoghi dove viviamo, lavoriamo, passeggiamo. 

LA TEMPESTIVITÀ È TUTTO
Perciò è importante, vitale nel vero senso della parola, avere a portata di mano un buon defibrillatore. Una cultura necessaria tra la popolazione che non riguarda solo medici e operatori sanitari. Intanto che arriva l'ambulanza, chi non è del settore può salvare una vita grazie a questo apparecchio, che è uno strumento di salute pubblica. 
Laddove c'è un defibrillatore pubblico chiunque può rianimare una persona colpita da arresto cardiaco: un defibrillatore di qualità non dà possibilità di errore al soccorritore, perché analizza le condizioni della vittima e detta con un altoparlante tutte le istruzioni a chi presta soccorso, fino a erogare la giusta scarica elettrica che riavvia il cuore. Nasce proprio per i soccorritori meno esperti, è uno strumento pensato per le realtà extraospedaliere. 

STRUMENTO DI SALUTE PUBBLICA
Nel Belpaese il numero di slot machine è 4 volte quello dei defibrillatori… Sì, c'è la rianimazione cardiopolmonare, comunemente detta massaggio cardiaco, serve a far sì che il sangue defluisca al cervello, ma la vera terapia è quella elettrica, cioè la defibrillazione. Le statistiche ci dicono che il solo massaggio cardiaco riesce a salvare il 2% delle vittime, mentre unito al defibrillatore se ne salvano 79 su 100. 
Ecco perché è divenuto obbligatorio il defibrillatore anche per le società sportive dilettantistiche, dopo quelle professionistiche. Siccome il 72% degli arresti cardiaci avviene tra le mura domestiche, è stato presentato un disegno di legge per dotarne i condomìni.

AZIENDE; SI RIPAGA DA SÉ CON GLI SCONTI INAIL
I benefici si estendono anche alle casse pubbliche, abbattendo fino a sette volte i costi sanitari per intervento e terapia. Mentre per le tasche private, ci sono ottime agevolazioni. Un defibrillatore installato in uffici, negozi, aziende private si ripaga da sé. Infatti, per i datori di lavoro ci sono gli sconti sui contributi Inail per i sistemi di sicurezza aggiuntivi (modello OT24). 
Ogni settimana nelle aziende italiane muoiono 70 persone non cardioprotette, ossia perché in ufficio, in fabbrica, nel luogo di lavoro non c'era un defibrillatore. Questo apparecchio può farlo funzionare anche un bambino. Per questo la legge non impone alcun obbligo di corsi formativi per l’utilizzo del DAE. Esattamente come per gli estintori: se scoppia un incendio, chiunque può prenderli e domare le fiamme. 

ATTENZIONE ALLA QUALITÀ
Con la Distribuzione Defibrillatori si può anche noleggiare un DAE per pochi euro al mese. «Se si decide di acquistarlo, la scelta non può dipendere dal prezzo, va detto che certi apparecchi possono non salvare chi è colpito da arresto cardiaco, proprio perché hanno prestazioni minori», avverte Simona Buono, fondatrice della Distribuzione Defibrillatori. 

È la pioniera italiana di questi apparecchi salva-vita, laddove quasi nessuno ancora ci pensa. Sta portando nel nostro Paese quella consapevolezza necessaria a salvare vite umane con i DAE nei luoghi pubblici, nelle aziende, nei condomini e ovunque passino persone. 
Ma solo con i migliori dispositivi in circolazione. I suoi apparecchi sono presenti nelle più sofisticate sale di rianimazione e di cardiologia in tutto il mondo. Come riconoscere se le prestazioni e l’efficienza di un defibrillatore sono ottimali? Semplice: basta guardare le caratteristiche indicate nel riquadro qui a lato (“Come scegliere un defibrillatore”). 

METTERSI IN REGOLA
L’Europa nel 2017 aveva dato tre anni all’Italia per mettersi in regola sulla seria tracciabilità dei defibrillatori. Entro maggio 2020 anche da noi tutti i DAE dovranno adeguarsi alla nuova normativa europea del Regolamento Dispositivi Medici  2017/745 (MDR).
Già alcune aziende hanno smesso di produrre defibrillatori, perché facevano apparecchi low cost non in linea con le nuove e più severe regole UE. «Noi forniamo solo apparecchi che già rispettano il nuovo MDR 2017/745», spiega Simona Buono. La Distribuzione Defibrillatori è l’unica nel settore e opera sotto la supervisione di una Direzione scientifica, quella del dottor Maurizio Cecchini, cardiologo esperto rianimatore e docente universitario.  Se sei per strada, anche tu puoi salvare una vita. O se capita a te di schiantare al suolo per un colpo al cuore da arresto cardiaco improvviso, il fornaio, un passante, un collega, chicchessia, ti può rianimare. Bastano mille euro e spicci: il costo di un buon defibrillatore esterno.

POCHI EURO AL MESE
Dirigenti di società sportive, imprenditori, amministratori di condominio possono accedere all’eccellenza della cardio protezione pubblica e la consulenza con pochi euro al mese grazie alla locazione operativa.
Contattaci per info e preventivi:
06.92.85.90.20
[email protected]

 

Come riconoscere un buon defibrillatore

Occorre guardare le seguenti caratteristiche tecniche: 
• velocità nella erogazione della scarica;
• velocità dell'analisi sulla vittima; 
• IMPEDENZA: che range d’impedenza sia alto, perché consente di far arrivare la scarica anche se il torace è possente: ci sono defibrillatori che ad esempio fanno flop se la persona è obesa, perché lo strato di grasso fa da barriera alla scarica elettrica;
• IP, indice protezione industriale contro gli agenti atmosferici (acqua, salsedine e polveri sottili) non deve essere sotto 54; 
• l'affidabilità del produttore;
• la garanzia estesa.

 

 

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