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trasferiti da via del Tritone gli uffici

Servizio Anagrafico “sfrattato”, insorgono Municipio I e II

La sede dell'ufficio anagrafico di via Goito
La sede dell'ufficio anagrafico di via Goito

Rilascio della tessera elettorale, di carte di identità, copie conformi, dichiarazioni sostitutive di atti notori, autentiche. E anche stato di famiglia, stato libero, storico anagrafico, matrimonio e molto altro. Quelli elencati sono solo alcuni dei compiti di cui si occupa il Servizio Anagrafico e Stato civile. Che insieme a quello Sociale si trova, quanto al Municipio I e II, nella sede di via Goito 35. Così almeno è stato fino ad ora, perché sembra che gli Uffici suddetti saranno presto chiusi.

Il motivo?

Il trasferimento, nella struttura in questione, di alcuni organi capitolini attualmente dislocati in via del Tritone, dove il Comune ha in locazione spazi che, a fronte dei costi ritenuti eccessivi, ha intenzione di lasciare. La notizia arriva direttamente dai Presidenti delle due Istituzioni locali Sabrina Alfonsi e Francesca Del Bello, che, a tal proposito, hanno inviato, firmandola entrambe, una lettera al Sindaco Virginia Raggi in cui chiedono di ripensare almeno in parte alla decisione e “continuare a garantire la presenza di alcune prestazioni essenziali” per la cittadinanza. La loro idea infatti, in armonia con la futura destinazione che il Campidoglio intende dare alla sede di via Goito, è quella che almeno una parte degli uffici sia comunque lasciata ai Servizi anagrafico e sociale dei municipi.

Un presidio fondamentale

Le motivazioni addotte dalle due Presidenti si concentrano principalmente sul fatto che il presidio di via Goito rappresenta un “servizio di primaria importanza” per una vasta quota di popolazione cittadina, che se ne serve in gran numero anche data la strategica vicinanza alla Stazione Termini, che consente una notevole facilità quanto alle comunicazioni dai diversi punti della città. Qualche numero relativo alle pratiche svolte dagli uffici in questione lo scorso anno: 1368 cambi di residenza, 1553 cambi di domicilio, 1098 carte di identità cartacee e 5380 elettroniche, 972 tessere elettorali, 10.748 certificati. Numeri a fronte dei quali sembra dunque che effettivamente Del Bello e Alfonsi non abbiano poi tutti i torti nel rivendicare, a nome in particolare dei residenti nel quadrante di riferimento, la non chiusura dei presidi in questione. Che, sottolineano ancora i due Presidenti, comprendono non solo il Servizio anagrafico ma anche il Sociale, “punto di riferimento per le fragilità presenti in un settore della città molto delicato”.

L’appello alla Raggi

Alle parole di Del Bello e Alfonsi fanno poi eco quelle del consigliere comunale Orlando Corsetti (Pd), che esorta il sindaco Raggi ad attivarsi immediatamente “per individuare una soluzione che dia garanzie ai lavoratori e non sottragga ai cittadini servizi importanti per il territorio”. L'ex Presidente del Municipio I, in una nota pubblicata qualche giorno fa anche sui social, sottolinea poi che  ritiene “condivisibile” la scelta di disdire il contratto piuttosto oneroso dell'attuale sede (di via del Tritone) che ospita i gruppi e le commissioni capitoline. “A ridosso della scadenza non si conosce ancora quale sarà la sede che ospiterà gli organi politici e il relativo personale” dice ancora Corsetti. E aggiunge: “tra le ipotesi circolate c'è quella di utilizzare l'edificio di via Goito”, precisando poi che è stato chiesto ai municipi di liberare gli spazi. Una scelta questa “incomprensibile” e “davvero difficile da spiegare ai tanti romani che dovranno rinunciare a prestazioni di servizi importantissime in un’area in cui gravitano quotidianamente migliaia di persone”.

Cristina Di Giorgi

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