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L'intervista a Francesco Barnabei

“Al Pigneto gli spacciatori li fermiamo con WhatsApp”

Francesco Barnabei premiato dalla Sindaca Raggi lo scorso Luglio
Francesco Barnabei premiato dalla Sindaca Raggi lo scorso Luglio

Era il mese di Luglio quando la Sindaca Raggi premiava il gruppo WhatsApp Pigneto Vivo che, grazie ad un’azione sinergica tra i suoi membri e le forze dell’ordine, ha ottenuto una riduzione significativa della criminalità legata allo spaccio sul territorio del Pigneto. Il Caffè ha avuto il piacere di parlare con l’ideatore del progetto, il regista Francesco Barnabei, il quale ha descritto con passione il suo impegno per la causa fin dal suo arrivo nel quartiere. “Nel 2015 la situazione che ho trovato nel quartiere era quella di un’occupazione massiccia del territorio da parte di criminali, con spaccio, risse, furti e minacce”. Così riferisce con sconforto il regista, sottolineando tuttavia la volontà immediata di agire per risanare il quartiere, nonostante le numerose lettere ed azioni degli altri gruppi del Pigneto, rimaste inascoltate. Barnabei decise di scrivere una lettera al Prefetto che non fosse istituzionale, ma un vero e proprio racconto, talvolta anche crudo, della sua giornata tipica al Pigneto. “Ho voluto usare un nuovo linguaggio ed una nuova comunicazione, adeguati alla realtà di oggi” riferisce Barnabei. L’avvertimento finale, a causa della situazione giudicata disperata, preannunciava l’eventuale coinvolgimento dei media e delle forze dell’ordine internazionali. Francesco Barnabei ha poi coinvolto altri cittadini del quartiere, incitandoli a non firmare semplicemente la sua lettera, ma piuttosto ad inviarne di nuove, in modo che alla Prefettura giungesse l’immagine di un quartiere vivo e numeroso, deciso ad agire concretamente. Con il cambio del dirigente del commissariato di Porta Maggiore le richieste di Barnabei e dei cittadini furono finalmente ascoltate. Barnabei descrive al caffè con precisione l’accurata organizzazione messa in atto, che lui stesso definisce come “un’azienda”: “Abbiamo creato due chat WhatsApp per la comunicazione tra i cittadini. Nella prima, “Pignetando”, si discuteva dei problemi del quartiere, mentre la seconda, “Chiamate”, era una vera e propria chat operativa dove si raccoglievano segnalazioni chiare e concise delle attività illecite sul quartiere. Tutte le segnalazioni venivano poi inviate immediatamente alla Polizia o ai Carabinieri a seconda di chi fosse il presidio”. Barnabei inoltre sottolinea: “C’era l’ordine categorico di segnalare sempre, anche a breve distanza”. Il successo dell’azione derivò dalla grande costanza, impegno e instancabilità dei cittadini e delle forze dell’ordine. Furono creati presidi fissi, presidi mobili, interventi in borghese, affittati terrazzi per l’osservazione. Furono organizzate riunioni in questura centrale per lo studio della situazione attuale e dei futuri piani d’azione. Furono inoltre pubblicati articoli che scoraggiavano i consumatori, rivelando la presenza di sostanze finte e controlli continui. Gli spacciatori, sottoposti ad una sorveglianza continua, iniziarono a trovare sconveniente vendere la propria merce al Pigneto. “Abbiamo bloccato l’affare” riferisce Barnabei. Alcuni dati rivelano che dopo soli 8 mesi da 300 presenze iniziali si è passati ad oggi a massimo 15 spacciatori ed il numero di siringhe vendute nella farmacia in via l’Aquila è passato da 150 a meno di 10. “Per raggiungere dei risultati così straordinari è stato necessario creare un rapporto di fiducia tra i cittadini e le forze dell’ordine, in modo che gli uni potessero contare sull’azione degli altri, in una partecipazione e collaborazione continua e duratura”. È stato un lavoro di responsabilità e di responsabilizzazione” è questo il messaggio che Barnabei desidera diffondere. Tutti si sono impegnati, cittadini ed istituzioni, con tutte le proprie forze in piccole azioni semplici e concrete che, unite insieme, hanno portato a grandi risultati. Il quartiere appartiene ai cittadini che vi abitano, e Barnabei ha puntato ad una riqualificazione generale della vita, sviluppando l’amore verso le proprie strade, la promozione di iniziative, come il gelato sospeso, la cura del verde e la promozione della cultura, attraverso l’invito di artisti al cinema Aquila. È importante sviluppare l’amore ed il senso di appartenenza per il luogo dove si vive, poiché, come riferisce Barnabei con una frase evocativa e significativa:” Il corridoio di casa mia continua con la strada sotto casa”.  La speranza è quella di poter raggiungere dei risultati di questo tipo su tutto il territorio della capitale. L’idea sarebbe quella di avviare il progetto “Tutti insieme per Roma”, che prevedrebbe l’incontro dei cittadini con i vicequestori del territorio, allo scopo di scambiare idee, informazioni ed esigenze reciproche. La chiave rimane sempre la stessa: uno scambio reale ed una fiducia reciproca. Ricordiamo in questo caso un detto sempre attuale: l’unione fa la forza. Valeria Boccardi

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